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Aquaset srl
- Numero REA RM-1762186
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Il decreto 152 prevede che le acque industriali e civili al termine del ciclo di utilizzo debbano essere raccolte e smaltite tramite smaltitori autorizzati oppure idoneamente trattate e scaricate.
Il decreto 152/06 all’art.74 definisce scarico comma 1 lett. ff) scarico: qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione…
dalla definizione si evince quindi che per poter scaricare un refluo, il sistema di accumulo deve essere dotato di un depuratore “stabile” in caso contrario il refluo dovrà essere gestito come rifiuto e smaltito da operatori autorizzati.
Non solo. Per poter scaricare il refluo è necessaria l’autorizzazione del gestore della rete fognaria e/o della provincia con iter che a volte richiedono tempistiche non sempre compatibili con le esigenze aziendali.
Le acque reflue sono suddivise, come da normativa CEE, in diverse categorie e relative sotto categorie. In Italia si fa riferimento al D.l.gs. 152/2006 che regolamenta questo settore.
Le acque domestiche, si suddividono a loro volta in:
LE ACQUE NERE devono essere trattate secondo quanto previsto dai regolamenti nazionali e regionali e comunali con appositi sistemi (imhoff, percolatori, vasche di ossidazione, ecc.) in relazione al recapito finale sia esso la pubblica fognatura, un corpo idrico sotterraneo oppure il suolo (subirrigazione). Periodicamente si dovrà prevedere la pulizia dei sistemi e lo smaltimento dei residui fangosi.
Nel caso in cui non fosse possibile realizzare uno scarico si dovrà prevedere un accumulo ed il successivo smaltimento a cura di aziende specializzate.
LE ACQUE BIANCHE, con canalizzazioni separate, confluiscono direttamente nella rete fognaria.
LE ACQUE GRIGIE, saranno gestite in base alle normative e regolamenti nazionali, regionali e comunali, il loro trattamento prevede separatore grassi che trattiene appunto i grassi e fa defluire la parte liquida, i grassi dovranno essere smaltiti attraverso aziende specializzate che provvederanno ad aspirare i grassi e a trasportarli al trattamento
Oltre alle acque domestiche ci sono altri scarichi definiti assimilabili in base al processo produttivo che genera lo scarico, ai quantitativi scaricati ed al carico inquinante: sono quelle prodotte da lavorazioni tipo lavanderie, caseifici, mense, ristoranti, allevamenti, laboratori alimentari, piccole aziende agroalimentari.
Questo tipo di classificazione, acque assimilabili o acque reflue industriali, viene definita in fase di progettazione. In relazione ai regolamenti nazionali, regionali e comunali
Le acque di prima pioggia sono disciplinate dall’art. 113 del D. Lgs 152/06 ss.mm.ii. che dice:
Si specifica le acque di lavaggio e le acque meteoriche di dilavamento di prima pioggia sono sottoposte alla disciplina delle acque reflue industriali.
Le acque utilizzate nei processi produttivi sono quelle di processo, di raffreddamento, di lavaggio e acque di servizio. I reflui industriali sono costituiti in genere da portate medie ma con concentrazioni dei contaminanti a volte anche molto elevate che dipendono dal ciclo produttivo che le ha generate (ed Industrie chimiche – petrolchimiche – centrali elettriche – meccaniche – ceramiche – cosmetiche – galvaniche – conciarie – plastiche – alimentari – verniciature – colorifici – tintorie e industrie grafiche – farmaceutiche…)
Il D.Lgs. n. 152/06 costituisce la normativa nazionale vigente in materia, la cui Parte III disciplina gli scarichi delle acque reflue. Tutti gli scarichi sono disciplinati in funzione del rispetto degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e devono rispettare i valori limite previsti nell’Allegato 5
Per poter essere scaricati e non smaltiti i reflui industriali devono essere trattati attraverso un impianto fisso, stabile e che garantisca il rispetto dei limiti del recettore sia esso la fognatura o addirittura un corso d’acqua.
Nella maggior parte dei casi un adeguato trattamento delle Acque reflue Industriali consente di riutilizzare le acque depurate, sia per il processo di lavorazione, per i servizi igienici e per l’irrigazione dei giardini dell’azienda. I diversi riutilizzi richiedono il rispetto di limiti via via più restrittivi come evidenziato nel D. Lgs 152/06 e nei regolamenti regionali e nelle direttive del Ministero della salute.
Il trattamento dei reflui ed il loro riutilizzo comportano importanti risparmi dei costi di gestione rispetto allo smaltimento o allo scarico senza riuso.
La continua evoluzione delle tecnologie di depurazione e lo sviluppo di soluzioni di gestione dei reflui consentono di poter realizzare soluzioni specifiche per i vari settori di applicazione e per le singole necessità.
Gli impianti per il trattamento ed il riuso dei reflui industriali, possono essere di diverse tipologie che sfruttano tecnologie sia consolidate sia innovative cha vanno da semplici trattamenti di filtrazione fino ad arrivare a condizionamenti chimici o biologici, ad ultrafiltrazioni o addirittura all’evaporazione.
La scelta, la selezione del sistema di trattamento del refluo viene effettuata in relazione alle necessità del cliente sia in fase di scarico che di riutilizzo minimizzando il rapporto costi/benefici al fine di garantire sempre soluzioni idonee e funzionali.
Nel panorama delle soluzioni e delle applicazioni esistenti si inserisce ACQUASET.
I sistemi ACQUASET operano a ciclo chiuso, eliminando la necessità di scarichi o allacciamenti. Di conseguenza, non richiedono autorizzazioni e sono esclusi dal campo di applicazione dei controlli da parte degli enti preposti, garantendo un funzionamento altamente autonomo e conforme alle normative vigenti.